La scherma lombarda ha origini antiche e nobili, che precedono di molto il più celebre trattato di un milanese, Camillo Agrippa, che pubblicò nel 1553. Volendo iniziare a rievocare fatti e personaggi di questa lunga storia, mi sembra giusto partire dalla società sportiva che vanta, tra quelle oggi esistenti, le origini più antiche. Scelta non difficile, davvero. Ho sotto mano lo splendido libro "La Società del Giardino - Un percorso illustrato", realizzato nel 2008 per celebrare il 225° anno della fondazione della Società. Storia e immagini di un patrimonio culturale ed artistico fuori dal comune, vanto dei milanesi e di tutta la scherma italiana. Spigolando qua e là, ho recuperato due articoli di circa 80 anni fa, che ci riportano all'atmosfera di quei tempi. Il primo è di Umberto Spotti, cremonese, giornalista sportivo, e ottimo schermidore, che scriveva su "Lo Sport Fascista" nel 1928. Spotti era noto anche per un duello, in cui ebbe la peggio, contro la gloria della scherma cremonese, Gino Belloni, per un articolo su "Il Giornale dello Sportivo" di Milano, nel 1922. Del primo articolo, riporto per ora solo la parte che riguarda "Il Giardino". Il secondo, del 1932, senza firma, apparve qualche anno dopo sulla rivista "Armi", diretta da Giorgio Rastelli, che fu ottimo schermidore della società "Patriottica" e autore di un trattato, e fratello di Dino, che fu per un periodo Segretario Generale della Fis. In quei pochi anni, altri allori importanti si erano aggiunti a quelli già noti.
Buona lettura. Giancarlo Toràn